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La nostra voglia di vivere
 
 
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Il libro, attraverso un episodio di attività partigiana, vede come protagonisti Midi e Regina impegnati,

con grandi rischi e varie traversie in un viaggio, in barca, che doveva essere breve,

anche se non privo di enormi rischi, con il fine di curare e porre in salvo

un ufficiale americano caduto e ferito in quei luoghi..

TRATTO dalla Prefazione di Mirella Romagnoli

La nostra voglia di vivere

Anita, 16 Agosto 2009

Il Libro, il suo significato.

In un cambiamento radicale e veloce (come fu il passaggio dal fronte, non tanto dai nazi-fascisti agli alleati, quanto dalla dittatura alla democrazia) emergono i valori, le persone capaci di scelte coraggiose, si innalzano bandiere che indicano le strade, che devono indicare la strada della libertà e della democrazia.

Per il futuro, per i giovani. Grazie Vander. Il tuo libro è un contributo prezioso in questa direzione. Un tassello non secondario nel variopinto mosaico della resistenza.

La grande storia, chi racconta lo scontro di eserciti nella "battaglia di Argenta" come decisiva per la liberazione del 25 aprile, e chi, come fa il nostro Vander in questo libro, racconta le gesta semplici ed eroiche, che possono sembrare secondarie, ma di fatto sono, furono decisive per quella vittoria e diventano il vero fondamento della nostra vita democratica.

Episodi:

1. La copertina e la prefazione della Prof.sa Mirella Romagnoli. Un'orgia di colori e di fiori per indicare la gioia del vivere insieme. Dopo, ricaricati nella solidarietà, si potrà e si dovrà risalire la scala che immetterà nella quotidianità condivisa del lavoro.

2. In "voglia di vivere" quasi non sembra di essere in guerra. Ci sono i giovani, c'è la caccia e la pesca in valle, c'è la buona cucina valliva e infine la musica e il ballo. La prima e forse decisiva resistenza: la voglia (come fame) di vita.

3. Poi con la guerra che arriva tra le case, nella valle, emerge la forza della natura, il cuore della storia, chi l'ha fatta e continua a farla: Regina. Una donna, giovane, bella che per finta diventa incinta, coraggiosa, abile. Non una regina, ma la regina. Ci sono anche gli altri, certo, forti, abili e coraggiosi. Ci sono anche quelli dell'altra parte. C'è la valle, quella di allora ma chi domina la scena e Regina.

4. Le foto. Ma allora, se ci sono le foto, e tutto vero. Mi sono sbagliato? Ho scambiato la storia con il racconto? No tutto è accaduto, è vero! E' diventato il racconto di un popolo, una testimonianza preziosa. Per noi, per i nostri figli, per la storia, anche per quella grande con la S maiuscola come volle intitolare la Morandi un suo romanzo, sulla resistenza a Roma. Oppure gli annali della scuola francese che ci ricordano che sono i rigagnoli della piccola storia a fare la storia.

5. Le avversità rivelano i caratteri e forgiano la solidarietà. Ricordiamo il dottorino ortopedico, la moglie del farmacista, i comacchiesi e i pescatori di frodo.

6. Midi. Gli ideali dell'uomo della valle. L'inno alla Costituzione. Che ancora oggi diventa vero e necessario.

7. Il tedesco che ritorna. La nuova Europa. Con la guerra 1939-1945 finiscono le guerre in Europa e nasce la nuova Europa.

Ho letto il libro di Vander mentre andavo a Roma due settimane fà. Esattamente metà all'andata e metà al ritorno.

Credo che capiti a tutti noi che quando siamo lontani da casa ne apprezziamo maggiormente le caratteristiche. Vander mi ha aiutato non solo nel ricordarlo ma nel rendere vivi i momenti, sia quelli storici che quelli naturalistici.

La nebbia mi entrava nelle ossa come neppure nelle giornate, per noi normali, avevo mai notato. Ho provato amore e rispetto per la mia terra.

Il rispetto e la stima per chi in anni non troppo lontani ha lottato per permettermi di essere figlio, poi padre libero ad Argenta. L'amore per gente semplice, umile ma con le idee chiare del "da che parte stare".

Ho meglio capito quell'orgoglio e legame straordinario che lega gli abitanti di Anita alla loro, nostra terra. Ho capito perchè anche su vicende recenti molti agricoltori mi hanno risposto "ma questa è casa nostra". Anche la terra dove abito io a Boccaleone è mia, ma questa l'avete prima strappata dalle acque, poi ci avete ricavato di che uscirne dalla miseria, poi ci avete combattuto per rimanerci liberi. Ho capito tante cose ed oggi ho ancor più rispetto della gente di Humana.

Dalla relazione di presentazione, tenutasi in Anita, dal Dott. Antonio Fiorentini attuale sindaco di Argenta.

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